Le colline UNESCO.
Dal 7 luglio 2019 «Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene» sono Patrimonio dell’Umanità: il 55º sito italiano, votato all’unanimità a Baku. Non per il vino: per il paesaggio. Le colline ripide, i ciglioni erbosi, i vigneti che la gente di qui ha disegnato a mano in secoli. Ecco cosa vuol dire, e cosa vedere.
Valdobbiadene, spiegato · 5 novembre 2026 · 4 minutiCosa ha deciso l’UNESCO.
La lista del Patrimonio Mondiale ha una categoria che si chiama «paesaggio culturale»: un pezzo di mondo fatto insieme dalla natura e dall’uomo. Qui sono le colline a schiena d’asino tra Valdobbiadene e Vittorio Veneto, coperte da un mosaico di vigneti, boschi, paesi, e lavorate con i ciglioni: terrazze tenute su dall’erba, non dai muri, un sistema che si vede solo qui. Il Comitato ha votato sì il 7 luglio 2019, tutti e ventuno i Paesi.
Cosa cambia, e cosa no.
Non è un marchio sul vino: nessuna bottiglia è «UNESCO», e il Prosecco Superiore era buono anche prima. È un impegno a tenere il paesaggio così: niente capannoni dove c’erano vigne, cura dei boschi, dei sentieri, dei paesi. E un richiamo: i visitatori sono passati da circa 250.000 nel 2019 a circa 570.000 nel 2025. Chi ci vive lo sente, nel bene e nel traffico del sabato.
Cosa vedere, partendo da Colbertaldo.
La collina del Cartizze, con le frazioni di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol: i vigneti più ripidi e il tramonto migliore. La Strada del Prosecco, da Valdobbiadene a Conegliano, la prima strada del vino d’Italia, del 1966. L’Abbazia di Santa Bona a Vidor, dietro casa. Il Molinetto della Croda a Refrontolo, un mulino sotto la roccia. L’abbazia di Follina e il borgo di Cison di Valmarino, con la frazione di Rolle in mezzo alle vigne. Conegliano, con il castello e la Scuola enologica del 1876.
Quando venire.
Consigli, non regole. In primavera, con la Primavera del Prosecco, le mostre del vino nei paesi, una dopo l’altra. A settembre, la vendemmia, quando le colline sono piene di gente che lavora. In autunno i colori. D’inverno la nebbia sotto e il sole sopra, e le strade vuote. Noi, l’ora, la sappiamo: quella del tramonto.
Vieni a berlo con noiTre domande veloci.
Si possono visitare le vigne?
Sì: le strade e i sentieri tra i vigneti sono aperti. Si cammina, si pedala, si guarda. Si rispetta il lavoro di chi c’è: niente grappoli strappati, niente auto nei filari.
C’è un biglietto, un ingresso?
No. Il sito UNESCO è un paesaggio, non un museo: si entra e si esce senza accorgersene. Le cantine e le degustazioni hanno i loro prezzi.
Dov’è esattamente il sito?
La zona centrale va da Valdobbiadene a Vittorio Veneto, lungo le colline a nord di Conegliano. Colbertaldo, dove siamo noi, è a Vidor, ai piedi di Valdobbiadene.
- UNESCO · Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene · whc.unesco.org
- Ministero degli Esteri · l'iscrizione del 7 luglio 2019 · www.esteri.it
- WineNews · i visitatori delle colline, 2019-2025 · winenews.it