DOC, DOCG, Rive, Cartizze.
Sono le parole che trovi sulle etichette del Prosecco, e dicono da dove viene il vino e quante regole ha dietro. Prosecco DOC è la denominazione larga, della pianura e di nove province. Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è quella delle colline: più piccola, più severa. Rive e Cartizze sono i suoi gradini più alti: i pendii ripidi di un singolo paese, e una collina sola di 107 ettari.
Valdobbiadene, spiegato · 5 novembre 2026 · 4 minutiProsecco DOC: la denominazione larga.
È nata nel 2009 e copre nove province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia: Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno, Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. Soprattutto pianura, vigneti larghi, macchine che aiutano. È il Prosecco che trovi dappertutto: oltre seicento milioni di bottiglie l’anno, con rese fino a 18 tonnellate di uva per ettaro. Dal 2020 c’è anche il Rosé.
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG: le colline.
Quindici comuni tra Conegliano e Valdobbiadene, solo collina. DOC dal 1969, DOCG dal 1° agosto 2009, la quarantaquattresima d’Italia; dal 2019 le colline sono Patrimonio dell’Umanità. Le regole: Glera almeno all'85%, rese massime di 13,5 tonnellate per ettaro, vendemmia a mano dove la collina lo impone. Circa 98 milioni di bottiglie nel 2025. La parola «Superiore» è riservata a questa DOCG e a quella di Asolo, sui colli dall’altra parte del Piave. In etichetta il nome può essere tutto, «Conegliano Valdobbiadene», o una parte sola: SERALBA è «Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG».
Rive: i pendii ripidi.
«Rive», in dialetto, sono i terreni scoscesi. Nella DOCG sono 43, ognuna un comune o una frazione, e tra queste c’è anche Rive di Colbertaldo, la nostra. Per scrivere Rive in etichetta servono tre cose: uve raccolte solo a mano, rese più basse (13 tonnellate per ettaro) e l’annata sempre indicata. È il modo per dire: questo vino viene da quella collina lì, e da nessun’altra.
Cartizze: una collina sola.
Circa 107 ettari tra San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel comune di Valdobbiadene. Rese ancora più basse, 12 tonnellate per ettaro, raccolta a mano, e in etichetta «Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG». È la collina più conosciuta della denominazione, e quella con meno bottiglie.
E SERALBA?
SERALBA è Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Brut ed Extra Dry: la base della DOCG, fatta bene, in numeri piccoli. Niente Rive, niente Cartizze, per ora. Ci piace che le parole in etichetta siano poche e tutte vere.
Le due bottiglieTre domande veloci.
Il Prosecco DOCG è sempre migliore del DOC?
Ha regole più strette e viene dalle colline: di solito si sente. Ma «migliore» lo decide chi beve. Il nostro consiglio è provarli uno accanto all’altro, con le stesse persone.
Cosa vuol dire «Superiore»?
È la parola riservata alle due DOCG del Prosecco, Conegliano Valdobbiadene e Asolo. Un Prosecco DOC non può scriverla.
Cartizze è un paese?
No, è una collina con tre frazioni di Valdobbiadene intorno: San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol. Circa 107 ettari in tutto.
- Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG · www.prosecco.it
- Disciplinare di produzione della DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco (art. 1, 2, 4 e 7) · www.valoritalia.it
- Consorzio di Tutela della DOC Prosecco · www.prosecco.wine