La fascetta DOCG.
La striscia sul collo di una bottiglia di Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, la fascetta, il bollino, come la chiami tu, è il contrassegno di Stato: la stampa l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, porta il sigillo della Repubblica e un numero di serie unico. È obbligatoria su tutti i vini DOCG, si applica sopra la chiusura e si rompe quando apri. Dice una cosa sola: questa bottiglia è stata controllata, ed è quella che c’è scritto in etichetta.
Valdobbiadene, spiegato · 5 novembre 2026 · 3 minutiCosa c’è sopra.
Sei cose, sempre le stesse: l’emblema della Repubblica; la dicitura del Ministero dell’agricoltura; la sigla D.O.C.G.; un numero progressivo con una serie di lettere, diverso per ogni fascetta; la capacità della bottiglia, 0,75 litri per le nostre; un codice a barre. Sul Conegliano Valdobbiadene c’è anche il marchio collettivo della denominazione: il disciplinare lo mette sempre sulla fascetta, che qui si chiama «sostitutiva» del contrassegno di Stato, ma vale lo stesso. Niente nome della cantina: la fascetta è dello Stato, non del produttore.
Come ci arriva.
Le fascette non si comprano a scatole. Ogni partita di vino, prima di diventare DOCG, passa un’analisi chimica e un esame alla cieca di una commissione di assaggio. Se passa, l’ente di controllo, Valoritalia, dà il via libera all’imbottigliamento e rilascia le fascette per quella partita: tante quante le bottiglie. Quelle che avanzano si restituiscono. Per questo il numero sulla fascetta conta: dietro c’è un lotto preciso, controllato, con i suoi documenti.
DOC e DOCG, sul collo.
Sui vini DOCG la fascetta è obbligatoria. Il Prosecco DOC, la denominazione larga, nove province tra Veneto e Friuli, l’ha adottata anche lui, e dal novembre 2025 ha una versione nuova, con il tricolore e un codice QR contro le contraffazioni. Il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene ha detto che il tricolore arriverà anche sulle fascette DOCG. Il modo più veloce per distinguerle resta la sigla: DOC o DOCG.
Come leggerla in tre secondi.
Guarda il collo: c’è la fascetta, con il sigillo? C’è scritto D.O.C.G.? Il numero è stampato, non scritto a mano? Sì a tutte e tre, e sei a posto. Poi leggi l’etichetta: «Valdobbiadene Prosecco Superiore» o «Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore» vuol dire colline, non pianura. Se la fascetta manca, chiedi.
Le due bottiglieTre domande veloci.
Il numero sulla fascetta è il numero della bottiglia?
No. È il numero di serie del contrassegno, unico per ogni fascetta stampata dallo Stato. Non dice «bottiglia 412 di 1.500»: dice che quella fascetta esiste una volta sola.
La fascetta è uguale per tutti i vini DOCG?
L’impianto è lo stesso per tutta Italia: sigillo, Ministero, sigla, numero. Cambia il colore, e alcuni consorzi aggiungono il marchio della denominazione.
Si può staccare e rimettere?
No: va applicata sopra la chiusura in modo da rompersi all’apertura. È fatta apposta per non essere riusata.
- Ministero dell’agricoltura · decreto sui contrassegni per i vini DOC e DOCG (2020) · masaf.gov.it
- Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene · richiesta dei contrassegni per lotto certificato · prosecco.it
- Disciplinare di produzione della DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco (art. 4 e 7) · valoritalia.it