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Come si fa il Prosecco Superiore.

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è uno spumante fatto con il metodo Martinotti, detto anche Charmat: il vino base, fermo, fermenta una seconda volta dentro un’autoclave, un grande serbatoio d’acciaio chiuso che tiene la pressione. Lì nascono le bollicine. Di solito ci sta da uno a tre mesi.

Valdobbiadene, spiegato · 5 novembre 2026 · 4 minuti

Prima c’è un vino fermo.

Tutto parte dalla Glera, l’uva bianca delle colline tra Conegliano e Valdobbiadene: almeno l'85%, il resto può venire da vitigni di qui come Verdiso, Bianchetta e Perera. Sulle colline ripide si vendemmia a mano, tra la fine di agosto e settembre; nelle Rive e nel Cartizze è obbligatorio. L’uva si pressa piano, il mosto fermenta una prima volta e diventa un vino bianco fermo, leggero, con l’acidità giusta. Quello è il vino base. Senza bollicine, non ancora.

Poi l’autoclave.

L’autoclave è un serbatoio d’acciaio chiuso, che regge la pressione e tiene la temperatura sotto controllo. Dentro si mette il vino base con un po' di zucchero e lieviti selezionati. I lieviti mangiano lo zucchero e producono alcol e anidride carbonica: ma il serbatoio è chiuso, quindi il gas non scappa e resta nel vino. Sono le bollicine. Questa fase si chiama presa di spuma, e la pressione sale fino ad almeno tre bar, come vuole la legge per uno spumante.

Quanto dura.

Il disciplinare del Conegliano Valdobbiadene DOCG non fissa un minimo per la presa di spuma dello spumante: lo fissa per la versione «sui lieviti», novanta giorni, e per le Rive, che si vendono dal primo marzo dell’anno dopo la vendemmia. In pratica in autoclave si sta da un mese a tre: più a lungo, e la bollicina si fa più fine e il vino più disteso. Alla fine si decide quanto zucchero lasciare: pochissimo per un Brut, un po' di più per un Extra Dry. Poi il vino si filtra e si imbottiglia sotto pressione, così le bollicine restano dentro.

Perché non in bottiglia.

Lo Champagne e il Franciacorta fanno la seconda fermentazione in bottiglia, sui lieviti, per mesi o anni: è il metodo classico, e dà profumi di crosta di pane e lievito. La Glera è un’uva profumata, di fiori e frutta fresca: il metodo Martinotti, più breve e in acciaio, tiene quei profumi intatti. Non è un metodo migliore o peggiore. È il metodo giusto per questo vino.

Brut o Extra Dry: cosa cambia.

Cambia lo zucchero residuo, cioè quanto ne resta alla fine. Per legge un Brut ne ha fino a 12 grammi per litro; un Extra Dry tra 12 e 17; un Dry tra 17 e 32. SERALBA Brut ha 6,6 grammi per litro: secco, teso, per la cena e per la notte. SERALBA Extra Dry ne ha 16,5: più morbido, per l’aperitivo, quando il sole è ancora alto. Tutti e due 11,5% vol.

Le due bottiglie

Tre domande veloci.

Il Prosecco è uno champagne?

No. Lo Champagne è francese, nasce da altre uve e fa la seconda fermentazione in bottiglia. Il Prosecco Superiore nasce dalla Glera, sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene, con il metodo Martinotti in autoclave. Sono due vini diversi, non due versioni dello stesso.

Cos’è la presa di spuma?

È il momento in cui il vino prende le bollicine: la seconda fermentazione in autoclave, con zucchero e lieviti, in un serbatoio chiuso che trattiene l’anidride carbonica.

Il Prosecco Superiore è sempre spumante?

Quasi sempre. Il disciplinare prevede anche le versioni frizzante e tranquillo, ma lo spumante è quello che trovi quasi ovunque, e quello di SERALBA.

SERALBA · Colbertaldo, Valdobbiadene Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026
  • Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG · prosecco.it
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